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No Triv, dalla Cassazione il sì al referendum in Puglia

Il passo successivo sarà il giudizio della Corte Costituzionale, accolti i quesiti di 10 Consigli regionali

“Stasera a Lecce ho ricevuto una bellissima notizia. La Corte di cassazione ha giudicato legittima la richiesta di referendum avanzata dalle regioni italiane contro le autorizzazioni alle trivellazioni in mare. È un momento nel quale la Costituzione della Repubblica si incarna e dà alle nostre comunità la possibilità di decidere sule ricerche di idrocarburi, che possono essere sì un’opportunità, ma anche una minaccia che rischia di rovinare il nostro mare, che è la principale risorsa e attrattiva turistica delle regioni del sud. Noi siamo per ridurre queste ricerche di idrocarburi, per azzerarle se è possibile”. Così, attraverso un post su Facebook, il governatore pugliese Michele Emiliano ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’arrivo dell’ok della Cassazione ai quesiti referendari sulle norme che autorizzano le trivellazioni in mare. La Corte ha infatti espresso parere favorevole al referendum sull’articolo 38 della legge ‘Sblocca Italia’ e sull’articolo 35 del decreto Sviluppo dopo la richiesta pervenuta da dieci Consigli Regionali. E’ il primo passo verso il “si” definitivo della Corte Costituzionale a decidere, con una pronuncia prevista tra gennaio ed aprile. Il 30 settembre scorso, infatti, i rappresentanti dei Consigli regionali di dieci Regioni – Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise – hanno depositato in Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni entro le 12 miglia e sul territorio. Ora il passo successivo sarà il giudizio della Corte costituzionale, che sarà a tutti gli effetti chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità dei quesiti.

“Voteremo per questo referendum e cercheremo di negoziare col governo, dopo questa consultazione-ha assicurato Emiliano-condizioni per le quali le comunità abbiano sempre diritto di parola in casi del genere. Si tratta in fondo di lasciare la possibilità a noi tutti di decidere come destinare i doni che la natura ci ha dato”.
Soddisfatto anche il presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo: “Il primo scoglio è superato, era il più agevole visti i precedenti relativi alle due proposte referendarie della Puglia sui tribunali minori, respinte successivamente dalla Consulta nel gennaio 2014 e 2015. Ora resta appunto l’esame di merito della Corte Costituzionale, ma attendiamo l’esito con fiducia, ribadendo che l’iniziativa referendaria è una mano tesa al Governo nazionale, perché si apra un dialogo sull’intera questione degli idrocarburi sottomarini, che un movimento istituzionale e sociale chiede restino in mare, a tutela delle coste, del territorio e dell’economia delle nostre regioni marinare”.


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