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Meraviglioso Modugno, omaggio a mr. Volare tra musica e riflessioni

Sono stati in 15mila ad affrontare pioggia e vento, minacce evaporate solo intorno alle 21.30, sabato sera a Polignano a Mare per condividere le emozioni di “Meraviglioso Modugno”, omaggio al maestro della musica italiana nato in provincia di Bari e ricordato sul palco da Dolcenera, Morgan, Enrico Ruggeri, Francesca Michielin, Caccamo e Giò Sada. Tra dichiarazioni patriottiche, difesa dell’identità culturale e “no” al buonismo, la serata è trascorsa tra riflessioni sull’eredità musicale di Modugno e il ruolo del mare nella stringente tematica dell’immigrazione. Parole che nel back stage suonano più forti delle note di ‘Amara terra mia’ e ‘Scioscia Popolo’ che Ermal Meta e Mama Marjas con l’Orchestra di piazza Vittorio interpretano a pochi passi.

Sabato sera Polignano a Mare si è trasformata in una grande arena all’aperto

A conquistare applausi è stato Giò Sada con le sue impeccabili interpretazioni di ‘L’avventura’ e ‘Io’. Un brano, quest’ultimo, che canta anche nella versione inglese di Elvis, ‘Ask me’. Sada sul palco ricorda il senso di queste canzoni: “Anche chi nasce in un posto dove non ci sono molte opportunità deve avere la possibilità di potercela fare”. Trovando d’accordo anche Dolcenera secondo la quale “è tutto un problema culturale”. La cantautrice salentina, che ha reinterpetato ‘Cosa sono le nuvole’ e ‘Tu si na cosa grande’, è stata anche protagonista di un romantico duetto con Morgan: “Abbiamo scelto poco fa di cantare insieme ‘Resta cu’mme'”, hanno raccontato, “mentre eravamo nel camerino bagnato e cercavamo di accendere un phon”. E’ quando torna sul palco un’altra giovane promessa della musica italiana che il tema del mare torna in tutto il suo fascino: Francesca Michielin canta ‘Notte di luna calante’, un brano contenuto nel vinile che le ha regalato suo padre, ricorda Francesca, e con cui si è scattata una foto davanti alla stuatua di Modugno appena giunta a Polignano.

L’impressione dalla terra di Modugno è che nell’epoca dei social che abbattono i confini, siano soprattutto i più giovani ad aver riscoperto l’unicità di Modugno: mescolare generi, lingue e linguaggi, senza attribuire patria alcuna alla sua musica e neppure alle persone.


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