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Ilva, -2 alla chiusura delle manifestazioni di interesse: e rispunta il Gruppo Marcegaglia

A due giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse per l’acquisizione dei complessi aziendali di Ilva Spa, il Gruppo Marcegaglia si prepara a entrare in gioco nel salvataggio del Siderurgico finito in Amministrazione Straordinaria Il gruppo guidato dal presidente e Amministratore delegato Antonio Marcegaglia, presenterà nelle prossime ore la sua manifestazione di interesse per l’acquisizione (anche sotto forma di affitto) degli asset aziendali del Gruppo Ilva. A rivelarlo una fonte vicina al quartier generale del Gruppo Marcegaglia, la cui proprietà è divisa fra i due fratelli Emma e Antonio (presidente e amministratore delegato). Da quanto risulta, l’interesse del polo mantovano verso l’Ilva, noto da sempre, è tornato in auge nelle ultime settimane. Già durante la gestione commissariale di Gnudi i Marcegaglia avevano presentato una manifestazione di interesse riservandosi un ruolo di minoranza nella cordata con Arcelor-Mittal. In questa seconda tornata di manifestazioni di interesse il colosso anglo-indiano è sembrato più defilato verso il dossier, salvo sorprese dell’ultima ora. Marcegaglia potrebbe presentarsi da solo, avviare la «due diligence» e poi proporsi come partner industriale nella cordata italiana di cui Cassa Depositi Prestiti ha già dichiarato di essere disposto a partecipare, con quota di minoranza.

Indetto intanto sciopero generale per la giornata di domani

Il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse scade il 10 febbraio alle 18.30: solo allora si saprà con certezza quanti saranno pronti a salvare l’Ilva e il siderurgico di Taranto, l’impianto più importante d’Europa. Per la stessa data, in concomitanza con il termine ultimo per le manifestazioni di interesse, è stato inoltre indetto lo sciopero unitario dei lavoratori degli stabilimenti del gruppo Ilva di Taranto, Racconigi, Novi ligure, Marghera, e dell’indotto. Ad annunciarlo nella giornata di ieri il segretario generale Fiom-Cgil Maurizio Landini, secondo il quale è necessario “fare assumere al governo decisioni coerenti con la dichiarazione della strategicità della produzione siderurgica in Italia, di cui l’Ilva è parte fondamentale” oltre a puntare al ” mantenimento dell’integrità del gruppo e degli attuali livelli occupazionali”. Una manifestazione cui, in maniera significativa, hanno aderito tutte le istituzioni locali dei territori coinvolti, ha sottolineato Landini secondo il quale “è necessaria e non più rinviabile l’attivazione da parte del governo di un tavolo nazionale della siderurgia che, a partire da scelte di politiche industriali, sia in grado di affrontare e risolvere tutte le vertenze aperte nel settore”.


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