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Gargano. Percorso archeologico

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MANFREDONIA – SIPONTO » Museo Archeologico Nazionale, Parco Archeologico di Siponto
MATTINATA » Museo Civico, Monte Saraceno
VIESTE » Museo Civico, Necropoli Merinum
VICO DEL GARGANO » Museo civico archeologico
RIGNANO GARGANICO » Grotta Paglicci

Provare a descrivere il Gargano dal punto di vista archeologico è impresa ardua: giacimenti paleolitici, necropoli, villaggi neolitici, puntellano l’intero territorio a macchia di leopardo, confermando la sua importanza in ambito nazionale e internazionale, terra unica e misteriosa la cui storia è ancora tutta da riscoprire.

MANFREDONIA E LE STELI DAUNE

Punto di partenza ideale di questo affascinante viaggio è il Museo Archeologico Nazionale all’interno del Castello Aragonese di Manfredonia dove ci attendono i simboli stessi della civiltà dauna, le famose Steli Daune; qui, accanto a interessanti materiali che sintetizzano la presenza dell’uomo nel territorio a partire dal neolitico, trovano collocazione le splendide lastre sepolcrali antropomorfe di forma rettangolare, completate da teste iconiche o aniconiche, con i due lati decorati da oggetti quali armi o ornamenti che le qualificano come immagini maschili o femminili; gli spazi liberi da decorazioni presentano momenti di vita quotidiana e raffigurazioni di miti mediterranei. Il museo accoglie inoltre i reperti provenienti dalla vicina area archeologica di Siponto, antica colonia marittima romana risalente al II sec a.C. e importante centro in epoca tardoantica e medievale: da visitare le mura romane e l’anfiteatro, la basilica tardoantica, la basilica romanica e gli ipogei medievali Capparelli.

MATTINATA E MONTE SARACENO

Ad una ventina di chilometri da Manfredonia, adagiata tra gli ulivi e il mare, ci accoglie Mattinata, una delle mete turistiche più famose del promontorio e dell’intera regione, sorta di spartiacque tra le altissime scogliere rocciose da un lato (verso Vieste) e le spiagge di ciottoli rotondi come confetti dall’altro (verso Manfredonia).
Per gli amanti dell’archeologia più insolita è d’obbligo una visita alla collezione “Matteo Sansone” ospitata nell’omonima farmacia di famiglia e frutto di una straordinaria passione, curiosità e amore verso le proprie origini: un’esposizione di circa 5000 reperti in cui si racchiude un arco di migliaia di anni di storia garganica e che costituisce uno dei musei più affascinanti della regione; partendo dal materiale litico preistorico e passando per le ceramiche, vasi a figure rosse, crateri, piatti, askoi, olle del periodo dauno ellenistico (IV sec a.c.) locali o provenienti da Canosa e Grazia; il periodo romano è rappresentato da un busto marmoreo dell’imperatore Flavio e da lucerne e gioielli di oreficeria garganica. Merita una visita anche il Museo Civico che espone i corredi funerari della necropoli daunia rinvenuta sul Monte Saraceno, a circa 4 chilometri dal paese; l’area è visitabile attraverso un suggestivo percorso di archeotrakking lungo la via sacra dei Dauni, uno tra i più bei tratti naturalistici costieri dell’intera regione; famose sono le “Pietre del Gargano” ivi rinvenute, sculture protostoriche simili a “teste di Modigliani” e che rappresentavano i segnacoli di tombe risalenti a 2500 anni fa e che fanno della popolazione di Monte Saraceno un punto di riferimento culturale essenziale tra gli insediamenti della prima età del ferro in Europa per la sua approfondita e originale concezione dell’aldilà.

LE NECROPOLI DELLA SALATA E DEL MONTE TABOR

A pochi chilometri da Vieste, immersa nella lussureggiante macchia mediterranea attraversata da sorgenti e ruscelli, ci attende l’area archeologica di Santa Maria di Merinum comprendente l’antica necropoli paleocristiana della Salata, considerata la più maestosa e suggestiva dell’intero bacino mediterraneo nonché la più antica testimonianza dell’arrivo del Cristianesimo nel Gargano. Il complesso ipogeico, posto di fronte al mare, è costituito da oltre 300 tombe scavate nella roccia databili al III secolo dopo Cristo costituite da loculi terragni e parietali, sigillati originariamente da lastre di terracotta, utilizzati nei secoli anche come dimore e più recentemente come ricovero per animali.
Nel cuore del centro storico della cittadina, ai piedi della Cattedrale, possiamo visitare il Museo Civico di Vieste “Michele Petrone”, ospitato in un vecchio frantoio , che accoglie reperti locali quali punte di lancia, frecce ed iscrizioni daune su pietra oltre alle interessanti ceramiche a vernice nera sovraddipinte. Lo stesso tema è riscontrabile nel Museo Civico di Vico del Gargano con i suoi reperti archeologici provenienti dalla necropoli di Monte Tabor che vanno dal Paleolitico all’età del ferro.

GROTTA PAGLICCI

A conclusione del nostro itinerario consigliamo una sosta a Rignano Garganico per visitare Grotta Paglicci, giacimento paleolitico di fama internazionale situato sul fianco meridionale del Gargano; nota anche per le sue mastodontiche e stupende concrezioni calcaree (stallatiti e stalagmiti) che la rendono tra le grotte più belle d’Italia, è stata abitata ininterrottamente dall’uomo da 200.000 a 10.000 anni fa, forse addirittura in epoche ancor più remote . Dal 1961 ad oggi sono stati rinvenuti più di 40.000 reperti, tra i quali numerosi strumenti litici, scheletri umani, bellissimi dipinti parietali raffiguranti cavalli e cervidi e, unico caso in Italia, impronte di mani in positivo e negativo narrano una storia che attende di essere riscoperta e studiata soprattutto alla luce delle ultime campagne di scavo che hanno rivelato come gli uomini di Paglicci conoscessero alcune forme di scrittura già in epoche antichissime. Oggi l’area di Paglicci sta per diventare un vero e proprio Parco Archeologico.

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