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Bisceglie ripercorre la storia dei “Fiori d’Arancio” nelle sale del museo diocesano: le foto

E’ un viaggio nelle tradizioni nuziali, dai tempi antichi alla modernità, a dar vita alle sale del museo diocesano di Bisceglie, che da lunedì 9 maggio rivive tradizioni e costumi di uno dei giorni più importanti con “Fiori d’arancio-Nozze in Terra di Bari dal Medioevo al Novecento”, mostra fotografica organizzata a partire da lunedì 9 maggio dal locale Rotary Club con la collaborazione di Università di Bari e Archivio di Stato di Bari e Trani. Alla strutturazione della mostra, sostenuta da Comune di Bisceglie e Confcommercio, hanno collaborato, a vario titolo, 34 famiglie di donatori, l’Università degli Studi di Bari – Dipartimento di italianistica e l’Archivio di Stato di Bari e Trani (presente all’inaugurazione e tra i relatori il direttore Antonella Pompilio), quattro alunni delle classi quarte dell’indirizzo turistico dell’ IISS Dell’Olio nell’ambito del progetto AbilMente, Rosa Musci, il dott. Tommaso Fontana, Elisabetta La Groia con la tesi di laurea “Bianca è la Puglia del ricamo”, il maestro Gianni Cassanelli per la colonna sonora e Mariella Stragapede per il restauro e l’allestimento degli abiti da sposa più antichi. Determinante è stato anche il lavoro compiuto dal direttore del Museo Diocesano Giacinto La Notte, che ha ricostruito, in più sale, l’evoluzione del matrimonio dal Medioevo all’XIX sec.: un viaggio tra quadri e documenti, che ripercorre le vicende di famiglia più affascinanti della storia locale.

Mostra attiva fino a dicembre, anche Lucrezia Borgia tra i protagonisti

Gli abiti nuziali in voga nei primi del ‘900, i gioielli che il fidanzato donava alla sua futura sposa, passando ai documenti di diritto che regolamentavano il matrimonio dal ‘500 al ‘900 quando i Patti Lateranensi gli conferirono validità civile. Elementi di cui si impregna la ricostruzione, che prende il via dal matrimonio storico tra Lucrezia Borgia e Alfonso D’Aragona, duca di Bisceglie, e prosegue fino ai giorni nostri. «Siamo contenti dell’entusiasmo suscitato nei cittadini, che hanno arricchito il nostro archivio-ha spiegato la prof.ssa Marcella Di Gregorio, responsabile della mostra nel corso della presentazione ufficiale – in tanti hanno rovistato in bauli ed archivi donando o prestando abiti, oggetti, inviti nuziali, confettate e riviste, fotografie e oggetti legati al rito delle nozze. Un grande lavoro di squadra al di sopra di ogni interesse personale ha permesso di mettere in piedi questa grande macchina del ricordo». La mostra sarà visitabile fino al 6 dicembre dal lunedì al venerdì (gruppi su prenotazione) e ogni domenica, dalle 19 alle 20:30. Ingresso gratuito.


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