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Barletta, 11 avvisi di garanzia per le “case fantasma”

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Concluse le indagini della Guardia di Finanza, nel mirino una cooperativa edilizia mai esistita

Avevano percepito da cittadini di Barletta quote di iscrizione per l’iscrizione in una cooperativa edilizia per la realizzazione di alloggi a prezzi più vantaggiosi rispetto al mercato, ma l’atto si era rivelato una truffa. Hanno avuto conclusione oggi, con la notifica di 11 avvisi di garanzia, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Barletta nell’ambito della operazione “Case fantasma”.

La Cooperativa rientrava nella graduatoria per usufruire del credito edilizio agevolato rilasciato dalla Regione Puglia, il cui bando prevedeva però la partecipazione di soci con specifici requisiti, ma era stata fondata da un sodalizio criminale con il solo intento di appropriarsi indebitamente del contributo regionale per l’edilizia popolare quantificabile in oltre un milione di Euro. Dopo l’inizio dell’edificazione, i lavori si erano inspiegabilmente interrotti facendo aumentare alcune spese di consulenza di fatto rivelatesi poi inesistenti. Ma la stessa gestione della cooperativa appariva alquanto particolare: alcune assemblee del Consiglio di Amministrazione, che peraltro si preoccupavano di approvare bilanci non veritieri, sono risultate falsate per la raccolta di “deleghe in bianco” ovvero per le firme di delega false.

Il sodalizio criminale si avvaleva della collaborazione di alcuni soci “locatari”. Gli aspiranti locatari pagavano una somma irrisoria di circa 250 euro come quota di iscrizione alla cooperativa, vantando in questo modo la possibilità di accedere alle assemblee del consiglio di amministrazione ed esprimere il loro voto. Nel corso degli innumerevoli interrogatori, i finanzieri del Gruppo di Barletta si sono sentiti rispondere dai soci che le firme apposte sulle deleghe erano false, ovvero che la persona delegata aveva votato in maniera contraria a ciò che era stata delegata. Dalle testimonianze è altresì emerso che chiedere/raccogliere deleghe in bianco era quasi una prassi; una sorta di caccia ai voti che garantiva la libertà di manovra dei delegati nelle assemblee; alcune deleghe erano state raccolte senza spiegarne le finalità ai soci ovvero erano state rilasciate da persone che poi hanno smentito quella circostanza tanto da disconoscere le firme.

Undici le persone, tra cui il presidente ed il vice della cooperativa, nei cui confronti la Guardia di Finanza di Barletta ha provveduto a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Trani per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla “tentata truffa” ed al “falso in bilancio”, influenza indebita sull’assemblea, concorso in falso materiale e false comunicazioni sociali. Nel corso delle indagini è stato, tra l’altro, sollecitato l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per l’esecuzione di specifica attività amministrativa, che ha portato al commissariamento della società cooperativa in conseguenza della pluralità di irregolarità gestionali rilevate.


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