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Bari, intitolato a Paola Labriola il centro antiviolenza

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Nel distretto di Bari c’è quasi una denuncia per stalking al giorno: sono i dati forniti dal procuratore Giuseppe Volpe, intervenuto alla inaugurazione del centro antiviolenza nella sede dell’associazione Giraffa intitolato a Paola Labriola, la psichiatra barese uccisa il 4 settembre 2013 mentre era a lavoro nel centro di salute mentale di via Tenente Casale nel quartiere Libertà. A due anni e mezzo da quel brutale omicidio, ecco dunque l’intitolazione del secondo centro antiviolenza che lavora in rete con l’amministrazione comunale e gli uffici dirigenziali del capoluogo pugliese: la cerimonia di intitolazione e scopertura della targa nella sede al civico 308 di via Napoli si è svolta nella mattinata di ieri alla presenza, tra gli altri, del procuratore capo Giuseppe Volpe, del presidente dell’Ordine degli avvocati Giovanni Stefani, dell’assessora comunale al Welfare Francesca Bottalico, della garante regionale per i diritti dei minori Rosy Paparella e di numerosi collaboratori del centro. A scoprire la targa è stato il marito di Paola Labriola, Vito Calabrese. Presente anche la cugina di Paola, Michela, vice presidente dell’Osservatorio intitolato alla psichiatria uccisa.

Nel distretto del capoluogo oltre 350 denunce per stalking in un anno

“Fra giugno 2014 e luglio 2015 – ha detto Volpe – c’è stato un calo degli omicidi ma un aumento dei femminicidi, oltre a circa 350 procedimenti per stalking, indagini per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia”. Per “dare un segnale della sensibilità della Procura di Bari su questa tematica”, il procuratore ha anche reso noto che “per la prima volta è stata inserita una donna nel nucleo di polizia giudiziaria, perché si occupi prevalentemente delle indagini sulle violenze su donne e minori”. L’intitolazione è arrivata in coincidenza con l’iscrizione del centro, che opera a Bari dal 1999, al registro regionale dei Cav (centri antiviolenza). Si tratta del secondo centro antiviolenza che lavora in rete con il Comune di Bari: non solo un ulteriore presidio sul territorio, ma anche l’omaggio a un’operatrice sociale che ha pagato con la vita l’impegno profuso sul lavoro.


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