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Barbe e storia, il legame in mostra a Orta Nova

La presenza della barba nel mondo delle arti visive è attestata fin dall’antichità e fa parte a pieno titolo della storia dell’arte. Nei bassorilievi assiri di Ur e Ninive, i re e i soldati sono scolpiti di profilo con volti arricchiti da splendide barbe i cui riccioli si fondono con i capelli. Nel mondo greco la presenza della barba, nelle opere pittoriche e plastiche, si affermerà in pieno con l’ellenismo. E la consuetudine è arrivata ai giorni nostri, fino a diventare protagoniste di una mostra in corso nella sala da barba Barbitonsore in corso Moro a Orta Nova, provincia di Foggia. A capo dell’iniziativa Domenico Carella: le xilografie dell’artista, affiancate da un testo redatto dallo storico dell’arte Gianfranco Piemontese, accompagnano le fotografie di Barbara La Ragione e Andrea Simone che ritraggono gli interventi su quindici barbe ad opera del padrone di casa, il barbitonsore Franco Fazi.

Da Caravaggio a Leonardo Da Vinci, baffi d’autore in esposizione

“Le mostre dei due maestri Domenico Carella e Franco Fazi, ci riportano ad una realtà contemporanea che è anche classica-spiega Piemontese-econ questo intendiamo non solo l’universo ellenico e/o quello romano antico, ma l’intero excursus artistico da allora sino ai nostri giorni. Un percorso che rivive nelle xilografie di Carella e nelle fotografie di Fazi caratterizzati da due differenti modi di operare: Carella esponente delle Arti visive contemporanee, Fazi esponente di un mestiere quale il Barbitonsore, un’arte antica ma che è ritornata attuale. L’intervento di Carella è incentrato sulle figure degli artisti dal Rinascimento ai giorni nostri, una selezione ristretta a 15 esempi ma che potrebbe essere di gran lunga più estesa, perché dal momento che il fil rouge che ha caratterizzato gli uomini che hanno operato nel mondo dell’arte, è sicuramente la barba, che è stata una costante che li ha sempre accompagnati”. Così ritroviamo i volti di artisti noti, quali Leonardo, Manet, Brancusi, ma anche Saverio Altamura, che tra gli artisti dell’‘800 italiano, incarna appieno la tipologia del pittore con la barba. “L’azione di Carella avvia un discorso semantico e allo stesso tempo di ready made dove, alla riproduzione digitale, s’impone l’azione xilografica e di frottage. Diversamente, l’azione di Franco Fazi, nelle fotografie qui esposte, ci rappresenta il meglio della sua “produzione artistica” plastica. Sì, possiamo dire, senza timore di essere smentiti che, l’azione di Fazi alle prese con la barba dei tanti suoi affezionati clienti, si può definire come una sorta di scultura, visto l’intervento che egli pratica sulle masse di irsuti e ricciuti peli che contornano i volti. Sculture vere e proprie che lo vedono all’opera sostituendo, scalpelli e sgorbie, con forbici, rasoi, pettini e spazzole. Fazi da tempo ha scelto di operare facendo rivivere uno spazio, che è quello in cui oggi sono esposte le sue fotografie, dove l’arte barbitonsoria ha scandito il tempo degli uomini”. Mostra attiva fino al 14 giugno, tutti i giorni dalle 9 alle 19”.


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